2 Agosto 2021

Cos’è la connessione mente-intestino?

connessione mente-intestino

Non è insolito provare una sensazione di “voltastomaco” causata da dolore o rabbia, oppure avvertire l’angoscia per decisioni cariche di ansia e preoccupazioni sotto forma di dolore alla pancia. Questo perché l’intestino risponde ai segnali emotivi del cervello e viceversa. Tutto ciò è noto come “connessione mente-intestino” e può avere un impatto sulla salute mentale e fisica.

Prima di approfondire il concetto di connessione mente-intestino, vediamo di quali organi si compone l’apparato digerente e cosa avviene nel nostro intestino.

Cos’è l’intestino?

L’apparato digerente è l’insieme degli organi deputati all’assunzione, all’elaborazione e all’assorbimento dei cibi e all’eliminazione delle parti di cibo non digerite (residui) ed è formato da:

  • Esofago
  • Colecisti
  • Fegato
  • Pancreas
  • Stomaco
  • Intestino tenue e crasso

Gli organismi che vivono nell’intestino formano il cosiddetto “microbioma intestinale”. L’intestino contiene decine di milioni di microrganismi, inclusi batteri, virus e funghi.

Tali batteri sono presenti  sin dalla nascita, ma la composizione del microbioma intestinale e i livelli dei batteri possono variare nel corso del tempo. Esistono vari fattori che possono alterare il microbioma intestinale, tra cui le scelte alimentari, le malattie, l’uso di antibiotici e l’essere stati allattati al seno o meno.

In che modo la mente influenza l’intestino?

I problemi di salute mentale sono fortemente associati a sintomi gastrointestinali, come bruciore di stomaco, indigestione, gonfiore, dolore, stipsi, diarrea e reflusso gastroesofageo. Chi soffre di sindrome da intestino irritabile, che colpisce tutto il canale alimentare, soffre spesso di ansia e depressione.

Poiché il colon è parzialmente controllato dal nostro sistema nervoso, spesso esso risponde allo stress. Pertanto, l’ansia e la depressione possono peggiorare i sintomi della sindrome da intestino irritabile, e allo stesso modo ignorare i sintomi della sindrome da intestino irritabile quali dolore, gonfiore e diarrea, può peggiorare l’ansia e la depressione.

In che modo l’intestino influenza la mente?

Il cervello e l’intestino comunicano dal punto di vista fisico e chimico.

Il nervo vago è il collegamento fisico tra il cervello e il tratto gastrointestinale  e controlla numerose funzioni corporee tra cui la digestione, l’umore, la frequenza cardiaca e la risposta immunitaria. Avere dei batteri intestinali sani può migliorare il nostro umore e la nostra ansia, stimolando il nervo vago.

Gli ormoni e i neurotrasmettitori sono sostanze chimiche che inviano messaggi tra l’intestino e il cervello. La composizione del microbioma intestinale può avere un impatto su questi messaggi chimici.

Recentemente, alcuni ricercatori hanno scoperto che il microbioma può giocare un ruolo nell’autismo, nella depressione, nella demenza, nella schizofrenia, nel morbo di Alzheimer e nel morbo di Parkinson, ma la maggior parte delle evidenze derivano da esperimenti condotti sui topi. Ulteriori ricerche potrebbero in futuro consentire di alterare il microbioma per trattare disordini psichiatrici e neurologici.

Un modo per fare questo potrebbe essere quello di introdurre dei cambiamenti nella nostra dieta. Secondo il National Center for Complementary and Integrative Health, i cambiamenti introdotti nella dieta, per alterare il microbioma intestinale, possono aiutare il trattamento dell’iperattività e dei disturbi del neuro sviluppo, come per esempio l’autismo.

Mantenere una sana connessione mente-intestino

Il primo passo per prendersi cura della salute del nostro intestino è seguire una dieta equilibrata e nutriente che includa un mix di alimenti che contengono prebiotici e probiotici.

I prebiotici sono sostanze contenute in natura in alcuni alimenti ad alto contenuto di fibre, che aiutano la crescita dei batteri “buoni” del microbioma intestinale. Tra gli alimenti ad alto contenuto di prebiotici ci sono i cereali integrali come l’orzo, l’avena, la quinoa, la segale e il frumento. La frutta e le verdure prebiotiche includono mele, asparagi, banane poco mature, frutti di bosco, carote, aglio, mango, cipolle e pomodori. Per ottenere il massimo beneficio prebiotico è consigliabile consumare questi cibi crudi o leggermente cotti al vapore.

I probiotici sono microrganismi viventi e attivi che forniscono i batteri “buoni” all’intestino. I cibi fermentati sono ricchi di probiotici. Questi includono yogurt con fermenti vivi o attivi, kefir, kimchi, kombucha e crauti.

Preservare la salute del nostro intestino significa anche evitare di assumere antibiotici non necessari che uccidono sia i batteri “cattivi” che quelli “buoni”. È importante ricordare che gli antibiotici sono efficaci soltanto contro le infezioni batteriche, come la faringite streptococcica. Non sono al contrario efficaci contro le infezioni virali, come l’influenza. Non bisogna assumere antibiotici a meno che non siano prescritti dal proprio medico curante.

Se pensi di avere un disturbo gastrointestinale associato a un disturbo psicologico contatta UPMC Institute for Health Chianciano Terme per richiedere un appuntamento con uno dei nostri specialisti.

Per maggiori informazioni: 0578 61198

(Fonte: UPMC Health Beat)

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