COMPORTAMENTI SALUTARI E STILI DI VITA

Uno stile di vita sano si costruisce sviluppando due abitudini essenziali: alimentazione corretta ed equilibrata e attività fisica. A sostegno di questa visione, in tutto il mondo occidentale si sono sviluppati negli ultimi anni programmi di prevenzione della sindrome metabolica che si basano su interventi di tipo educazionale, volti alla modificazione delle abitudini alimentari e dello stile di vita (soprattutto per quanto riguarda la pratica di una regolare attività fisica). Negli Stati Uniti il programma “Healthy People 2020” individua l’attività fisica come uno degli obiettivi di salute principali per il Paese. L’Unione europea nel “WHO-Europe Action Plan 2012–2016” propone progetti che supportano e promuovono l’attività fisica. In Italia, il Piano sanitario nazionale 2014-2018 sottolinea l’importanza dell’attività fisica per la salute e affronta il tema della sedentarietà, in particolare dal punto di vista delle cause del diabete mellito. In questa ottica sono allora importanti tutte quelle iniziative volte da un lato a studiare e monitorare la situazione nazionale, dall’altro a promuovere sul territorio attività di prevenzione e promozione dell’attività fisica e di uno stile di vita corretto.


SINDROME METABOLICA

La “sindrome metabolica” si delinea con la coesistenza di ipertensione arteriosa, obesità, diabete e dislipidemia. Questa appena descritta è una condizione clinica correlata ad un elevatissimo rischio di eventi cardiovascolari. C’è un generale accordo nella comunità scientifica nel definire “a rischio” di sindrome metabolica la condizione di pazienti che presentino associati tre o più dei seguenti sintomi: girovita superiore a 102 cm per gli uomini e a 88 cm per le donne; ipertensione arteriosa superiore a 130 (massima) e 90 (minima); glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl; colesterolemia superiore a 200 mg/dl; trigliceridi superiori a 150 mg/dl. Considerato che un italiano su tre soffre di ipertensione arteriosa e uno su cinque di ipercolesterolemia, risulta chiaro quanto la sindrome metabolica sia un importante problema di salute pubblica. Alimentazione inadeguata e insufficiente attività fisica inducono profonde alterazioni metaboliche – che vanno sotto il nome di sindrome metabolica – di cui sovrappeso e obesità sono solo le manifestazioni più evidenti. In realtà, la sindrome metabolica aumenta il rischio di:

  • Malattie cardiovascolari (arteriosclerosi, infarto, ictus)
  • Diabete
  • Malattie croniche di fegato (steatoepatite, cirrosi)
  • Cancro (in particolare del fegato, della colecisti, del colon…)
  • Malattie neurodegenerative (demenza, depressione)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), già da alcuni anni, ha posto l’attenzione su un problema molto diffuso nei paesi ad economia avanzata, che si va configurando come una “epidemia di obesità e diabete” (“globesity”), e le cui cause riconosciute sono l’alimentazione non corretta (consumo eccessivo di proteine, grassi saturi, zuccheri e sale) e la sedentarietà. In Italia, più della metà della popolazione (adulta e giovanile) è in sovrappeso, con circa 4 milioni di persone che soffrono di obesità (il 25% in più rispetto a 10 anni fa). Anche la prevalenza di diabete insulino-resistente è raddoppiata (6-8% degli italiani), ed i decessi per malattie cardiovascolari sono in aumento (ogni anno circa 250 mila, il 40% della mortalità totale).
Questo problema, soprattutto nei paesi ad economia avanzata, è divenuto rapidamente sempre più rilevante sovrapponendosi ad una situazione che in Italia è stata fotografata e studiata alla fine degli anni ’90. Dati epidemiologici, forniti da studi condotti in Italia (Nord-Est e Sud), mostrano che la presenza di un problema epatico può essere rilevata da test di screening in una percentuale intorno al 15% della popolazione generale, nella fascia di età oltre i 50 anni. L’infezione da virus dell’epatite C nelle regioni del Sud Italia ed il consumo di alcool nell’area del Centro-Nord costituivano le cause principali di danno epatico.


IL NOSTRO APPROCCIO

Il Centro Medico UPMC Institute for Health Chianciano Terme vuole rappresentare una innovazione ideologica e operativa grazie ad un connubio tra la concezione culturale dell’era antica del fegato e la visione tecnologica attuale. Il fegato, in antichità veniva considerato organo centrale per la vita, fucina dell’organismo, artefice di buona salute, buona digestione e persino utilizzato come aruspice di destini dei popoli nei sacrifici animali. Chianciano, dall’era Etrusca e Romana fino alle Terme di oggi, ha tramandato a noi tale tradizione con le cure naturali e termali che si traducevano nello slogan antico “Chianciano fegato sano”. Pittsburgh, rappresenta nell’era moderna il simbolo dell’epatologia tecnologica, avendo introdotto il trapianto di fegato nel mondo anche attraverso l’utilizzo e lo sviluppo di tecnologie innovative. Ecco come Chianciano e Pittsburgh si incontrano. La simbiosi tra i due fulcri della storia del fegato, ha permesso di costruire un Centro unico per la cura della salute che si basa su un concetto modernissimo: il fegato e il suo stato sono lo specchio della salute dell’individuo.
UPMC Institute for Health Chianciano Terme inserisce tra i soliti test di screening della salute, l’accurata analisi dello stato di salute del fegato mediante esami fisici (ecografia e elastometria) e biochimici (ematici) specifici. Grazie ai programmi di screening proposti, si possono identificare con precisione i soggetti con rischi patologici cardiovascolari, metabolici o epato-digestivi. Dopo aver effettuato gli esami preliminari, se necessario, si accede a programmi di screening e prevenzione più specifici. Lo screening di salute abituale, senza l’accurata analisi della salute del fegato, non produce lo stesso risultato.
Alla luce di queste riflessioni appare evidente come l’accumulo di grassi nel fegato rappresenti l’indicatore più attendibile di una scorretta alimentazione. Proporre e sottoporsi a programmi di prevenzione diventa quindi indispensabile per monitorare il proprio stato di salute.

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A UPMC Institute for Health Chianciano Terme ci occupiamo della prevenzione delle malattie epato-bilio-pancreatiche e gastrointestinali, delle problematiche cardiache, della sindrome metabolica e del diabete. In una parola, ci prendiamo cura di te.

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È la divisione italiana dell’University of Pittsburgh Medical Center. A Roma ha creato il Centro di Radioterapia Oncologica UPMC San Pietro FBF. A Palermo gestisce l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT IRCCS) e fa parte della Fondazione Ri.MED per la realizzazione del Centro per le Biotecnologie e la Ricerca Biomedica (CBRB).

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UPMC è un’azienda sanitaria integrata con sede principale a Pittsburgh, Pennsylvania. Grazie alle sue elevate competenze cliniche, gestionali, di ricerca e formazione, UPMC è tra i sistemi sanitari leader negli Stati Uniti. UPMC International condivide conoscenze e competenze cliniche, tecnologiche e gestionali con partner in diverse parti del mondo per fornire la migliore assistenza sanitaria ai pazienti vicino a casa.

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